Russare ogni tanto può capitare a molte persone, soprattutto dopo una giornata intensa, in caso di raffreddore, dopo aver bevuto alcol o quando si dorme in determinate posizioni. Quando però il russamento è abituale, intenso e accompagnato da pause respiratorie, risvegli improvvisi o stanchezza al mattino, è importante non considerarlo soltanto un fastidio.
Le apnee ostruttive del sonno sono una condizione frequente e spesso sottovalutata. Durante il sonno, le vie aeree superiori si restringono o si chiudono temporaneamente, causando interruzioni ripetute della respirazione. Questi episodi possono ridurre l’ossigenazione, frammentare il riposo e portare a sonnolenza durante il giorno. Le fonti mediche descrivono l’apnea ostruttiva del sonno come episodi ricorrenti di collasso parziale o completo delle vie aeree superiori, con possibili desaturazioni di ossigeno e micro-risvegli.
Le Farmacie Contrada dei Patrizi possono offrire un primo orientamento sui segnali da riconoscere, sulle abitudini che possono peggiorare il russamento e sui dispositivi o supporti utili, ricordando sempre che la diagnosi deve essere effettuata dal medico o da un centro del sonno.
Russamento semplice o possibile apnea?
Il russamento da solo non significa automaticamente apnea ostruttiva del sonno. Diventa però un segnale da approfondire quando è molto forte, regolare e associato ad altri sintomi.
Le persone che dormono accanto al paziente spesso riferiscono pause respiratorie, rumori di soffocamento, respiri interrotti o improvvisi “sobbalzi” durante la notte. Chi ne soffre può invece svegliarsi con bocca secca, mal di testa mattutino, sensazione di sonno non riposante o difficoltà di concentrazione.
Un sintomo molto importante è la sonnolenza diurna. Addormentarsi facilmente davanti alla televisione, durante la lettura, in riunione o, nei casi più rischiosi, alla guida, non dovrebbe essere ignorato. Le apnee del sonno possono interferire con attenzione e vigilanza, aumentando il rischio di incidenti. Mayo Clinic segnala che la sonnolenza diurna può portare ad addormentarsi al lavoro, davanti alla TV o mentre si guida.
Perché succedono le apnee ostruttive?
Durante il sonno i muscoli della gola si rilassano. In alcune persone, questo rilassamento favorisce il restringimento delle vie aeree. L’aria passa con difficoltà, causando russamento; se il passaggio si chiude temporaneamente, la respirazione si interrompe per alcuni secondi.
Il cervello reagisce con un micro-risveglio, spesso non percepito consapevolmente, che permette di riprendere a respirare. Il problema è che questo meccanismo può ripetersi molte volte durante la notte.
Il risultato è un sonno frammentato: la persona può avere dormito molte ore, ma svegliarsi comunque stanca, irritabile o poco lucida.
I principali fattori di rischio
Le apnee ostruttive del sonno possono interessare persone diverse, ma alcuni fattori aumentano la probabilità che si manifestino.
Il sovrappeso e l’obesità sono tra i principali fattori di rischio, perché il tessuto adiposo nella zona del collo e delle vie aeree può favorire il restringimento durante il sonno. Anche un collo corto e largo può rendere più probabile l’ostruzione.
La conformazione del volto e della mandibola può avere un ruolo: una mandibola piccola o arretrata può ridurre lo spazio disponibile per il passaggio dell’aria.
Il sesso maschile è associato a un rischio maggiore, ma nelle donne la probabilità aumenta dopo la menopausa. Johns Hopkins Medicine include tra i fattori di rischio per apnea ostruttiva del sonno il collo largo, il sovrappeso, la post-menopausa e alcune caratteristiche anatomiche dei tessuti di testa e collo.
Anche alcol, fumo, congestione nasale, sedativi e alcune condizioni mediche possono peggiorare il russamento o favorire episodi respiratori notturni.
Le conseguenze sulla salute
Le apnee non trattate non incidono soltanto sulla qualità del sonno.
La ripetuta riduzione dell’ossigenazione e i frequenti micro-risvegli possono aumentare lo stress sull’organismo. Le apnee ostruttive sono associate a un maggiore rischio cardiovascolare, compresa ipertensione e altre complicanze cardiometaboliche. L’American Heart Association ha dedicato una dichiarazione scientifica al rapporto tra apnea ostruttiva del sonno e malattie cardiovascolari, sottolineando l’importanza del riconoscimento e della gestione della condizione.
Anche la vita quotidiana può risentirne. Stanchezza, irritabilità, difficoltà di memoria, calo dell’attenzione e sonnolenza possono influenzare lavoro, relazioni e sicurezza.
La sonnolenza alla guida è un aspetto da prendere molto sul serio: quando il riposo non è realmente ristoratore, i riflessi e la concentrazione possono ridursi.
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi non si basa solo sul russamento.
Il medico valuta sintomi, fattori di rischio, eventuali malattie associate e può richiedere esami specifici del sonno. In base alla situazione, si può ricorrere a una polisonnografia o a monitoraggi respiratori notturni, anche domiciliari quando indicati.
Questi esami permettono di misurare il numero di apnee e ipopnee, l’ossigenazione, la frequenza cardiaca, la qualità del sonno e altri parametri utili.
Capire la gravità è fondamentale, perché il trattamento cambia a seconda che la forma sia lieve, moderata o severa.
Terapia posizionale: quando dormire sul fianco può aiutare
In alcune persone le apnee compaiono soprattutto quando si dorme in posizione supina, cioè a pancia in su. In questi casi si parla spesso di apnea ostruttiva posizionale.
La terapia posizionale ha l’obiettivo di favorire il sonno sul fianco o comunque evitare la posizione supina. Può utilizzare dispositivi specifici che rendono più difficile dormire a pancia in su o che avvisano la persona quando assume quella posizione. Una revisione Cochrane descrive la terapia posizionale come l’uso di dispositivi che aiutano a dormire sul fianco o in posizione non supina, e segnala che dormire sul fianco può ridurre la pressione sulle vie aeree in alcune persone.
Questa strategia può essere utile soprattutto nelle forme lievi o moderate e quando gli esami confermano una chiara componente posizionale. Non deve però essere scelta in autonomia come alternativa alla diagnosi: serve capire prima se il problema è davvero posizionale e quanto è severo.
CPAP, dispositivi orali e altri trattamenti
Nei casi più importanti, o quando la terapia posizionale non è sufficiente, possono essere necessari altri trattamenti.
La CPAP è una delle terapie più utilizzate: attraverso una maschera, fornisce una pressione positiva che aiuta a mantenere aperte le vie aeree durante il sonno. Il National Heart, Lung, and Blood Institute indica la pressione positiva delle vie aeree, inclusa la CPAP, tra i trattamenti principali per l’apnea del sonno.
In alcune situazioni possono essere valutati dispositivi orali, realizzati su misura, che modificano la posizione mandibolare durante il sonno. Possono essere utili in pazienti selezionati, soprattutto in forme lievi o moderate o quando la CPAP non è tollerata.
Altre opzioni includono perdita di peso, trattamento della congestione nasale, riduzione di alcol e sedativi, e in casi selezionati valutazioni chirurgiche. La scelta dipende sempre da diagnosi, anatomia, gravità e condizioni generali della persona.
Cosa può fare la farmacia
La farmacia non sostituisce il medico e non può diagnosticare le apnee ostruttive del sonno. Può però svolgere un ruolo importante nel riconoscere i segnali da non ignorare e nell’orientare la persona verso una valutazione adeguata.
Può essere utile chiedere consiglio se:
- il russamento è abituale e molto intenso;
- il partner nota pause respiratorie durante il sonno;
- ci si sveglia stanchi anche dopo molte ore;
- compare sonnolenza durante il giorno;
- si soffre di ipertensione difficile da controllare;
- ci si addormenta facilmente in situazioni di inattività;
- si cerca un supporto per dormire sul fianco o migliorare le abitudini del sonno.
Il farmacista può inoltre consigliare soluzioni per la gestione della congestione nasale, prodotti per migliorare il comfort notturno, supporti per la terapia posizionale quando indicati dal medico e informazioni pratiche su dispositivi prescritti.
Quando parlarne con il medico
Se il russamento è associato a pause respiratorie, sonnolenza diurna, risvegli con sensazione di soffocamento o stanchezza persistente, è importante parlarne con il medico.
La valutazione è ancora più importante se sono presenti ipertensione, obesità, diabete, malattie cardiovascolari o se la persona svolge attività che richiedono attenzione costante, come guida professionale o uso di macchinari.
Una diagnosi precoce può migliorare la qualità del sonno, ridurre la sonnolenza e aiutare a prevenire complicanze.
Le Farmacie Contrada dei Patrizi sono a disposizione per un primo consiglio e per orientarti sui passaggi corretti.
Puoi rivolgerti alle nostre farmacie di Viganello, Moncucco, Pregassona, Molino Nuovo e Mendrisio.
Siamo presenti nell’area di Lugano, con le sedi di Viganello, Moncucco, Pregassona e Molino Nuovo, e nel Mendrisiotto con la farmacia di Mendrisio.
Russare non è sempre solo un rumore: quando il sonno non ristora, il corpo sta già dando un segnale da ascoltare.
Domande frequenti su russamento e apnee del sonno
Russare significa sempre avere apnee del sonno?
No. Il russamento può essere semplice, ma se è abituale, intenso e associato a pause respiratorie o sonnolenza diurna è opportuno parlarne con il medico.
Quali sono i sintomi più comuni?
Russamento forte, pause respiratorie osservate dal partner, risvegli improvvisi, sonno non riposante, bocca secca al mattino, mal di testa e sonnolenza durante il giorno.
Le apnee ostruttive sono pericolose?
Possono diventarlo se non riconosciute e trattate, perché sono associate a peggioramento della qualità della vita, sonnolenza e aumento del rischio cardiovascolare.
Dormire sul fianco può bastare?
Può aiutare nelle forme posizionali, soprattutto lievi o moderate, ma serve una valutazione medica per capire se il problema dipende davvero dalla posizione.
Cos’è la terapia posizionale?
È un approccio che aiuta a evitare il sonno a pancia in su, anche tramite dispositivi specifici. Può ridurre gli episodi in alcune persone con apnea posizionale.
La CPAP è sempre necessaria?
Non sempre. È molto utilizzata nelle forme moderate o severe, ma il trattamento dipende dalla diagnosi, dalla gravità e dalle caratteristiche della persona.
Gli apparecchi orali funzionano?
Possono essere indicati in pazienti selezionati, soprattutto in forme lievi o moderate o quando la CPAP non è tollerata. Devono essere valutati da professionisti qualificati.
Perdere peso può migliorare le apnee?
In molte persone sovrappeso, la riduzione del peso può aiutare, ma non sostituisce necessariamente altri trattamenti quando l’apnea è significativa.
La farmacia può diagnosticare le apnee?
No. La farmacia può aiutare a riconoscere i segnali, consigliare supporti e orientare verso il medico, ma la diagnosi richiede una valutazione specialistica.
Dove posso chiedere un primo consiglio?
Presso le Farmacie Contrada dei Patrizi di Viganello, Moncucco, Pregassona, Molino Nuovo e Mendrisio.
